Arriva l’estate , portando con sé tutti i suoi clichè.
I corpi trivellati dalle zanzare , che banchettano con noi nelle sere umide.
Le storie con le ragazze che nel loro paese non la fanno annusare a nessuno , ma che quando sono in vacanza, lontane da sguardi paesani , provano un po’ di tutto.
Le notti bollenti - ma non per quello che pensate voi, mi riferisco alle ustioni dovute alla tintarella ardita (che tanto la crema solare pensavo l’avessi presa te ) .
Le lunghe corse affannate, il mare i giochi le fate ( le fate?? Ma se serviva una rima con affannate non era meglio “le tate”?)
Ieri son riuscito , finalmente , a passare una giornata in spiaggia anche io.
Andare a mare con la tua donna non è mai facile.
Scendi dall’auto, ti carichi i due zaini, l’ombrellone , la borsa delle bibite , mentre lei contribuisce portando le bocce. Percorri sotto il sole la distanza parcheggio-spiaggia , sperando che di spiaggia si tratti e che non sia un miraggio dovuto all’insolazione. Arrivi sulla sabbia , provi a fermarti un secondo , ma lei:
“Guarda lì c’è un posto buono, quelli se ne stanno andando!! Presto, prima che se lo prendono!”
(ndr lei è romana, e come tutti i romani cresce con questa sindrome, dovuta alla difficoltà di trovare parcheggio. Il problema è che poi estendono questo modus pensandi ad ogni aspetto della vita)
Andiamo nel posto buono, ormai conquistato. In effetti buono è buono, solo che deve esserci una base in cemento sotto, visto che proprio lì sembra impossibile piantare l’ombrellone a più di 20 cm di profondità.
Ovviamente non puoi lasciar perdere, ne và della tua virilità.
Mentre pianti l’ombrellone tutti ti osservano , le ragazze che giocano a pallavolo , le mamme sotto l’ombrellone mentre fanno mangiare i piccoli , i bagnini che distolgono lo sguardo dall’acqua apposta, persino quelli che vendono il cocco.
Ti senti osservato da tutti, ce la devi fare.Provi a perforare qualche centimetro più a destra, che magari lì non hanno cementificato.
Ci riesci pure, anche se non è il massimo della stabilità. Ma il tuo onore è salvo.
Dai una breve occhiata ai vicini.
Oh cacchio, lo sapevo.
Donne single ovunque. Il classico gruppetto da tre, con a distanza l’altrettanto classico gruppetto di uomini che ha steso gli asciugamani dietro, con il proposito di fare acchiappanza, ma che non si è ancora fatto avanti. Da quando non si puo’ più giocare a pallone, la cara vecchia scusa di colpirle con il super santos e poi andarlo a recuperare chiedendo scusa e invitarle dicendo:
“Scusami! …ascoltate vi va di giocare a tet….ehm sette si schiaccia?””
Da quando non si puo’ più dicevo, solo i veri uomini riescono ad abbordare sulla spiaggia. Sembra che il numero di storie estive sia diminuito del 35 % , sono dati che devono far riflettere.
Poi c’è la ragazza sola, che vuole stare tranquilla. Ha con sé almeno un libro , di qualche autore strano , che faccia pensare che lei sia una intellettuale. E’ ferma lì, a volte assorta guardando le onde , attraverso i suoi onnipresenti occhiali da sole. Sembra che stia dicendo al mondo : “Lasciatemi stare, oggi è il mio giorno libero, non voglio rotture di scatole, il primo che mi colpisce con un super santos glielo buco!”
Mentre invece è semplicemente in attesa del suo principe abbronzato, che arrivi lì commentando il suo libro. Colto, simpatico, intelligente e soprattutto con gli addominali da fuori.
Il problema è che il principe abbronzato preferisce rimanere al bar a giocare a bigliardino con gli amici, quindi difficilmente gli appartenenti a queste due specie si incontreranno. Alla fine lei, dopo qualche ora di noia, in genere ripiega l’asciugamano e se ne torna mesta a casa.
C’è anche la femmina ardita, quella che fa ciarlare tutta la spiaggia , con il suo costumino osè.
Le altre donne la guardano , un po’ invidiose , un po’ infastidite.
Gli uomini la guardano , un po’ arrapati, un po’ arrapati.
Anche se non vuoi , visto che sei in compagnia (Pericolosa) anche il tuo occhio cade su di lei.
Poi si rialza, e poi ci ricade.
Ufficialmente stai guardando il colore che l’acqua assume all’orizzonte, con l’increspatura delle onde che crea un gioco di luci con il fondale.
Fino a quando anche la tua lei parte con i commenti.
“hai visto quella?”
“eh?Quale?” (replichi , simulando nonchalance)
“quella con il costume nelle chiappe, lì a riva…”
“eh? Aspè… aaaaah , quella …. “ (in realtà stai aspettando che esca la radiografia)
“secondo me è rifatta…”
“Dici? Eppure dalla lastra non si vede il silicone…”
“eh?”
“no, niente…dicevo, vabè , comunque se è così , è rifatta bene….”
“Pure quelle labbra, a canotto proprio…”
“Quali labbra dici?”
Poi passa il tizio del cocco. A me il cocco non fa impazzire, comunque lei ne aveva voglia.
“dai , prendine un po’.”
Ok, ne prendo un po’.
“buongiorno! Mi da… (a che unità di misura viene venduto?boh) mi dà un po’ di cocco?”
Lui prende e mi mette tra le mani due spicchi.
“Quattro euro!”
Eeeeeeeee! Avrei dovuto controllare la quotazione odierna sul Sole24ore.
E comunque sembra che accetti anche assegni o carta di credito.
“Va bene il bancoposta?”
Alla fine trovo del contante , e pago il bene. Torno sotto l’ombrellone , le consegno il prezioso frutto.
“quanto ti ha fatto pagare?”
Mi vergogno quasi a dirle la verità. Oltretutto ho pure paura di prendermi una cazziata, come quando vado al mercato e torno con la verdura pagata come fosse oro.
“due euro!”
“mmm , che prezzi. Vabè.”
“ehm… l’uno.”
“eeeh? E perché l’hai preso?”
“eeee….”
Non è manco per i soldi, è che a lei non piace essere fregata. Son ragionevolmente convinto che se fosse andata di persona, avrebbe ottenuto tutta la cesta a 14 euro.
Da quel momento, comunque , ha mostrato una strana insofferenza per il tizio, ed ogni volta che lui passava con la sua trombettella , recitando il suo tormentone “ccocccobbeelllococccofreeeesco!” temevo per la sorte di quel povero omino.
Alla fine si è placata, anche se dubito che in futuro mi darà ancora dei soldi in mano per comprare qualcosa.