lunedì 18 novembre 2013

La storia Ancestrale (robba da veri nerd)

Correva l'anno 1993.
Il Gegge  era un timido undicenne appassionato di lettura . All'epoca il fantasy non era un genere commerciale come lo è diventato oggi, a seguito principalmente dei film e delle serie ispirate ai capolavori di Tolkien  e delle cronache di George RRR Martin ecc ecc , si al massimo avevi visto "la storia infinita 1 e 2 " , le repliche (già allora) di Fantaghirò, insomma già allora venivi classificato come nerd se avevi gusti simili e più di nove anni.
Almeno nel mio popolarissimo quartiere napoletano , scuola elementare e medie inferiori incluse.

All'epoca erano molto più diffuse di adesso le collane della hobby & work ,quelle con tutte le uscite settimanali o bimestrali che il primo fascicolo non costava nulla, poi per gli altri dovevi svenarti, visto che la serie completa di qualunque cosa aveva almeno 50 numeri.
C'era ovviamente ancora la lira, ma non nel mio portafogli, così dovevo chiederle a mia madre, che tutto sommato li sganciava felice, visto che il figlio leggeva e non si comprava altre cose "pericolose".

La storia ancestrale, dunque , era appunto una collana fantasy che usciva ogni due settimane, con un fascicolo di poche pagine (almeno per chi è abituato ad un fumetto bonelli) con delle illustrazioni davvero niente male, e raccontava la storia di un ragazzo (nel quale probabilmente l'autore sperava si identificasse il lettore, non conosco il target preciso, ma essendo narrativa per ragazzi direi che più o meno avremmo dovuto esserci con la mia età) che si trovava catapultato in questo mondo fantasy con animali mitologici, mostri, nani , scheletri , un po' di tutto.
Anzi no, sinceramente manca un po' la patata, quasi nulla.

Vabè, comunque ogni storia poi si concludeva sul più bello, nel momento di tensione, e te dovevi stare due settimane ad aspettare che uscisse il prossimo.
Arrivai fino al numero 4. Non ricordo perchè smisi, forse perchè il giornalaio sotto casa non se ne rifornì più, forse saltai un numero per dimenticanza, forse scoprii la masturbazione. Boh.

In ogni caso, durante gli anni successivi, coltivando la passione per fumetti e roba del genere, ogni tanto mi chiedevo se l'avrebbero mai ristampato, cosa che non accadde mai.
I fascicoli che avevo comprato son finiti nel magico mondo dove finiscono tutte le cose che non troverai mai più, nascoste o buttate forse da tua madre durante qualche pulizia di primavera , bruciate forse nel camino da papà che doveva accendere il fuoco, insomma mai più visti.

Qualche settimana fà mi viene la curiosità di controllare su ebay (eh, ci ho messo solo qualche anno da quando l'hanno inventato, ma alla fine ci son arrivato) ed ecco che trovo la collezione completa, tutti e 26 numeri, ad un prezzo onesto. Si tratta della prima serie , che poi scopro essercene stata un'altra dai numeri 27 al 52, che ha una svolta di fantascienza, con un mondo parallelo tutto robotico, insomma una cosa lontana anni luce dalle prime ambientazioni e generi, una cassata pazzesca. Succede.
Però i primi 26 numeri son lì, a portata di mano. di click.

forse è la prima volta che prendevo qualcosa su ebay, con un po' di diffidenza, nonostante i commenti positivissimi e numerosissimi del venditore , sgancio ed attendo.
Dopo qualche giorno suonano al citofono, mi precipito sottocasa e c'è la postina che mi porge il pacco. Sembravo Rossella Brescia quando le portano le scarpe, solo che visto che sono un uomo simulo indifferenza e cordialità.
Salgo su, straccio la confezione ed eccomi finalmente dinnanzi ad un piccolo sogno da ragazzino.
Tutti e 26 fascicoli , lì per me.

Sfoglio i primi 4 , quelli che avevo già, e faccio un piccolo grande balzo nel tempo, rileggendo quelle stesse parole, notando le stesse illustrazioni. Non li divoro,come avrei immaginato, diciamo che vado al ritmo di 3\4 al giorno. Devo scontrarmi con il fatto di leggere qualcosa pensato per un 12enne , avendo un cervello da 30enne. Non ridete, non era na battuta.

Ed ecco che cominciano ad apparirmi chiaramente i difetti, anche piuttosto grandi. Dallo stile narrativo, troppo elementare e forse un po' ripetitivo, alle soluzioni ai vari problemi che si prospettano ai personaggi, risolte in maniera eccessivamente semplicistica. Ad esempio, un numero si chiude con qualcosa del tipo "erano davanti ad un mostro mostruoso, fortissimo, avevano perso le speranze.Sarebbero morti?"
E poi il numero dopo si apre con "Allora il protagonista pensò "ce la posso fare" si fece coraggio e lo uccise con un colpo di spada.!"
Insomma, è un racconto che avrebbe un grande potenziale, se solo fosse stato sviluppato con più cura, allungando un po' il brodo, creando più tensione. Gli ingredienti ci sono tutti, la trama anche non è male.

Il problema invece sono io, che son cresciuto. A questo punto è lecito chiedersi se avessi fatto bene a non leggerlo mai, a conservarne il ricordo come di qualcosa di wow.
Tutto sommato son contento di averlo recuperato, avrà un posto negli scaffali e forse un giorno lo farò leggere ad un eventuale figlio.





4 commenti:

  1. Certo che me la ricordo!
    Usciva anche una mappa-puzzle.
    Mi attirava tantissimo, poi quando la vidi a casa di un'amica... boh, non mi attirò più :)

    Moz-

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  2. io a quell'età preferivo già la patata, anche se l'avere un commodore 64 faceva di me un nerd onorario!! :P

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  3. io leggevo i libri di Sven Hassel e giocavo con lo spectrum zx80
    devo preoccuparmi?

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  4. Si è passato quasi un anno da quando hai pubblicato questo artcicolo ma non devi preoccuparti del fatto che a 30\31 anni ti ritrovi a criticare una collana di narrativa da poppante, io la storia ancerstrale ma la sono presa (ora è legale) per giocarci si un computer di 20 anni (amiga) e di anni ne ho 40\41 :-)

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